La facciata

1. Costruzione. La facciata di sant’Andrea della Valle si deve a Carlo Rainaldi (1611-1691), anche se dal gennaio 1662 è segnalata la presenza, “per ricognizione” e per l’assistenza, di Carlo Fontana. Ai lavori della costruzione, iniziati nel 1661, si pose termine nel 1667, anche se l’iscrizione, che data la fine della costruzione, reca il 1665:

ALEXANDER SEPT. P. M. S. ANDREAE APOSTOLO AN. SALVTIS MDCLXV.

2. Descrizione. La facciata è a due ordini o piani sovrapposti e separati da un aggettante cornicione su mensole. Ogni ordine –corintio in basso e composito in alto– ha otto colonne, simmetricamente abbinate. Più ampio è il piano inferiore che si distende in cinque spazi, mentre il secondo piano, quello superiore, si raccoglie in soli tre spazi, dando così slancio al timpano terminale. Alquanto più larghi sono gli spazi centrali dei due piani. In quello inferiore, poggiante sulla gradinata di accesso, è il portale d’ingresso. La porta poi è sormontata da una cimasa arcata abbellita da due virtù: la “Preghiera” e la “Speranza” (Giov. Antonio Fancelli, 1619-1671). Tra esse elevassi lo stemma della famiglia Peretti. Nel secondo ordine, in corrispondenza della porta maggiore, si apre il finestrone, fornito da una balaustra a mo’ di balconcino con ringhiera, a cui si accede dal cornicione interno della chiesa. Nella sommità, entro il timpano che sormonta la facciata, due angeli reggono lo stemma di Alessandro VII.

3. Le statue. Diciotto statue e figure, tra piccole e grandi, popolano la facciata. Nel piano inferiore, vicino alla porta d’ingresso, a sinistra da chi osserva, sant’Andrea Apostolo (Ercole Ferrata, 1610-1685); dall’altra parte, s. Sebastiano (Domenico Guidi, 1625-1701). Sono i due titolari della chiesa. Più distanti, a sinistra, s. Gaetano Thiene (D. Guidi) e a destra, s. Andrea Avellino (E. Ferrata), due santi teatini, fondatore dell’Ordine il primo, protettore contro gli incidenti stradali il secondo. Sopra ciascuna nicchia si vedono due angioletti in bassorilievo reggendo i simboli caratteristici dei quattro santi elencati (dovuti in parte ad E. Ferrata, in parte a D. Guidi, ma attribuiti pure al Fancelli). Nel piano superiore, le due nicchie destinate ai santi Pietro e Paolo sono vuote. All’angolo sinistro, l’Angelo che raffigura la Fama (E. Ferrata), mentre al lato opposto manca l’Angelo che risolverebbe la simmetria. La facciata è stata sottoposta nel 1990 a un lavoro di restauro comprendente pulitura, consolidamento e protezione di tutto il prospetto grazie ad un generoso contributo della CARIPLO (Cassa di risparmio delle Province Lombarde).